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Reflusso gastroesofageo 1 


Indice
Reflusso gastroesofageo 1
Reflusso gastroesofageo 2
Reflusso gastroesofageo 3

Testo a cura di:
Dr.ssa Francesca Noli 

      
                         Biologo Nutrizionista 
                         Spec. in Scienza dell'Alimentazione 

                         Spec. in Igiene 
                         Giornalista Pubblicista
 
 
                                                                    

Il reflusso gastroesofageo è caratterizzato dalla risalita in esofago del materiale proveniente dallo stomaco. Nello stomaco normalmente è presente una soluzione fortemente acida che, quando risale verso l’esofago, provoca dolore, infiammazione e ferite.

Eziologia: i motivi per cui si possono avere problemi di reflusso sono molti e possono variare da persona a persona. Può venire perché: la valvola tra esofago e stomaco (lower esophageal sphincter, LES) non funziona bene (*); si hanno abitudini alimentari e più in generale uno stile di vita che lo favoriscono (fumo, abbigliamento stretto in vita, ginnastica e sforzi fisici eccessivi dopo mangiato); si soffre di qualche disturbo che lo fa venire (ernia iatale); si prendono dei farmaci che riducono la pressione del LES (alcuni sedativi, antidolorifici, anestetici generali, alcuni antidepressivi come le benzodiazepine, i calcio antagonisti, la teofillina e i suoi derivati, la dopamina e i suoi derivati) o farmaci che danneggiano la mucosa dell’esofago (i farmaci antinfiammatori non steroidei FANS, alcuni antibiotici, le tetracicline, la chinidina, l’alendronato, i Sali di ferro e potassio); si assumono degli ormoni (somatostatina, progesterone, colecistochina) che rilassano la muscolatura del LES.

Lo stato di gravidanza favorisce questa condizione per rilassamento del LES dovuto ad alti livelli di progesterone e rallentamento delle contrazioni dello stomaco, indotto da progesterone, con digestione più lenta.
(*) La valvola tra esofago e stomaco può non funzionare bene per difetti anatomici che la rendono inefficiente o per azione di sostanze (alcuni alimenti, farmaci e ormoni) che riducono la pressione della valvola, ne rilassano la muscolatura, permettendo al contenuto gastrico di ritornare indietro, nell’esofago.

Sintomi: sono molti, spesso variano da persona a persona. I sintomi tipici, presenti nella maggior parte dei casi, sono: pirosi (bruciore di stomaco), rigurgito, difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva. Altri sintomi meno comuni sono: dolore toracico, odinofagia (dolore che si sente quando si deglutisce), sintomi respiratori e sintomi otorinolaringoiatrici. 

 

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