Tumore del polmone
La prevenzione
Esistono due tipi di prevenzione:
1) la prevenzione primaria, il cui scopo è quello di eliminare la causa e quindi prevenire l’insorgenza del tumore. Se consideriamo che l’80% dei tumori polmonari è dovuto all’abitudine al fumo di sigarette, l’unica prevenzione primaria efficace è smettere di fumare.
2) la prevenzione secondaria, il cui fine è quello di attuare una diagnosi precoce prima che gli effetti della neoplasia diventino gravi ed irreversibili.
Per effetto della campagna contro il fumo l’incidenza e la mortalità maschile sono progressivamente declinate a partire dai primi anni novanta nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti, mentre si registra tuttora un’ascesa tra le donne nei Paesi in via di sviluppo.
La sospensione del fumo si associa non solo ad una riduzione del rischio di tumore (non solo polmonare, ma anche del tumore della laringe, del cavo orale, della vescica, dell’esofago, del rene, del pancreas), ma anche della mortalità globale poiché il fumo di sigaretta è coinvolto anche nell’insorgenza di patologie cardiovascolari e di malattie respiratorie (enfisema e bronchite cronica). Il beneficio aumenta progressivamente con il passare degli anni e dopo 15-20 anni il rischio si avvicina a quello dei non fumatori. Spesso la popolazione percepisce con difficoltà il reale rischio di sviluppare un cancro polmonare, poiché il tumore si manifesta dopo un lungo periodo di latenza, con un intervallo minimo di 20 anni ed un picco 40-50 anni dopo l’inizio dell’abitudine al fumo. Al di là dei progressi della ricerca, la prevenzione rimane il principale salvavita. Secondo i dati forniti dal Ministero, nel 2005 vi è stata una riduzione di quasi il 6% delle sigarette vendute rispetto all’anno precedente. Analogamente, è raddoppiata la vendita dei prodotti sostitutivi della nicotina.
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