Tumore del polmone La diagnosi
La diagnosi di neoplasia polmonare, proprio in seguito alla presenza di sintomi scarsi e poco specifici, avviene spesso quando la malattia è già localmente avanzata. Il primo esame che deve essere eseguito nel sospetto di tumore è la radiografia del torace per verificare la presenza di eventuali alterazioni in sede polmonare. Lo strumento però fondamentale è la TAC (tomografia assiale computerizzata) 3D spirale, che permette non solo di formulare la diagnosi in caso di radiografia del torace negativa, ma anche di definire meglio l’estensione del tumore primitivo. Rispetto alla TAC convenzionale, questa metodica consente di individuare in pochi secondi tumori polmonari di dimensioni più piccole. Nella maggior parte dei casi viene somministrata una sostanza chiamata mezzo di contrasto, che ha lo scopo di consentire una migliore visualizzazione delle strutture del corpo.
Un altro esame importante è la broncoscopia. Si tratta di una tecnica endoscopica che consente di esaminare la parete interna dei bronchi e di prelevare campioni di tessuto (biopsia) per l’indagine istologica. Si esegue generalmente in anestesia locale usando il broncoscopio, un tubo sottile e flessibile, che viene introdotto attraverso il naso o la bocca e viene fatto scorrere fino nei bronchi. Oltre la biopsia bronchiale, si può eseguire l’esame citologico dell’escreato su almeno tre campioni. E’ un esame semplice in cui un campione di espettorato viene osservato al microscopio per accertare la presenza di eventuali cellule neoplastiche.Qualora la biopsia bronchiale risulti negativa, si può ricorrere alla biopsia polmonare sotto guida TC. Dopo aver eseguito un’anestesia locale, viene introdotto un ago sottile attraverso la cute fino a raggiungere la lesione polmonare e si preleva un campione di tessuto che viene esaminato al microscopio.
|
|
|