Risultati scientifici sui danni causati dal fumo al parodonto
a cura di Dott. Giulio C. Leghissa Libero Professionista in Milano
Esiste una correlazione tra la salute parodontale e il fumo? Si, ed è molto forte.
Scopo di questo lavoro era di esaminare lo stato dentale di 35, 50, 65 e 75 anni. I fumatori hanno presentato una decisamente maggiore presenza e profondità di tasche, in tutti i gruppi di età, rispetto ai non fumatori. Il numero dei denti sani era inferiore nei fumatori, decisamente maggiore era il numero dei denti estratti, cariati e otturati rispetto ai non fumatori.
Si è concluso che il fumo è un importante fattore di rischio per la carie, perdita di denti e perdita di attacco . (P.Axelsson, J.Paulander, J.Lindhe: “Relationship between smoking and…” J.Clin. Periodontol. 1998; 25:297-305)
Le prognosi del trattamento della malattia parodontale, della guarigione delle ferite, degli impianti dentali, dei trattamenti cosmetici e della terapia del cancro, sono tutte compromesse dall’uso del tabacco. I dentisti devono sapere cosa fare e cosa dire per prevenire l’uso del tabacco tra i loro pazienti ed aiutarli a smettere. (Rhys B.J.:”Tobacco or oral health” J.Am. Dental Ass. 2000; 131:1130-1145)
Le osservazioni indicano una forte associazione tra il fumo di tabacco e la deposizione di calcolo sopragengivale. Negli ex fumatori che avevano smesso in un lontano passato, la distribuzione e la severità della deposizione di calcolo sopragengivale è molto simile a quella degli individui che non hanno mai fumato. Ciò suggerisce che gli effetti del fumo siano reversibili. (Bergström J:”Tobacco smoking and supragingival dental calculus” J.Clin.Periodont. 1999; 26:541-547)
I cambiamenti della risposta infiammatoria dovuti al fumo sono reversibili. (Nair P, Sutherland G, Palmere RM, Wilson RF, Scott DA: “Gingival bleending on probing increases after quitting smoking” J. Clin. Periodontol. 2003; 30:435-437)
“L’abbandono dell’abitudine al fumo comporta un miglioramento della risposta alla terapia parodontale”. (L. Heasman, F. Stacey, PM. Preshaw, GI McCracken, S. Hepburn, PA. Heasman: “The effect of smoking on periodontal treatment response: a rewiew of clinical evidence” J. Clin. Period: 2006; 33: 241-253) I risultati indicano che la perdita di osso e la profondità delle tasche era significativamente maggiore nei grandi fumatori, per un lungo periodo di esposizione se comparati con i dati dei moderati fumatori o ad una breve esposizione durante la vita. (J.Bergstrom: “Dose-dependent periodontal disease response to tobacco smoking” Europerio 2 Florence-Italy 15-17 maggio 1997)
L’analisi statistica condotta che i fumatori hanno 2.7 volte più alta possibilità di avere stabile malattia parodontale indipendentemente dal sesso, dall’età e dall’indice di placca. (Calsina G, Ramon J.M, Echeverria J: “effects of smoking on periodontal tissues” J.Clin.Periodontol. 2002; 29:771-776)
Uno studio condotto su 65 giovani maschi di età compresa fra i 19 e i 30 anni sono stati sottoposti a controllo parodontale sistematico ogni 6 mesi per 2 anni. E’ risultato che nel gruppo dei forti fumatori (20 sigarette al giorno) il deposito di placca sopragengivale e il sanguinamento gengivale è nettamente superiore rispetto al gruppo dei non fumatori. (Muller HP, Stadermann S & Heinecke A.: “Longitudinal association between plaque and gingival bleeding in smokers and non-smokers” 2002; 29: 287-294)
In accordo con altri studi, i fumatori soffrono di forme più severe di malattia parodontale che gli ex o i non fumatori. A tutti i livelli la perdita media di attacco è più grave nei fumatori. Le perdite di attacco più gravi si evidenziano nei siti mascellari linguali e nei denti mandibolari anteriori il che suggerisce anche un effetto dannoso diretto del fumo di sigaretta. (Haffajee AD, Socransky SS:”Relationship of cigarette smoking to attachment level profiles.” J.Clin.Periodontol.200;28:283-295)
Ma non solo. Anche la terapia risente dei danni prodotti dal fumo !
L’analisi statistica mostra una tendenza, per i fumatori, ad avere una quantità di placca sopragengivale e sanguinamento al sondaggio nettamente maggiore. I fumatori rispondono meno favorevolmente dei non fumatori alla terapia parodontale. (Johnson GK, Patil KD, Kalkwarf KL:”The effect of smoking on the response to periodontal therapy” J.Clin. Periodont. 1994; 21:91-97)
I risultati suggeriscono una meno favorevole risposta alla terapia non chirurgica nei fumatori che nei non fumatori, a dispetto del fatto che la terapia fosse stata egualmente efficace per quanto riguarda la riduzione dei patogeni A. actinomycetemcomitans, P. gingivalis e P. intermedia (Preber H, Linder L, Bergström J: “Periodontal healing and periopathogenic microflora in smokers and non-smokers” J.Clin. Periodont. 1995; 22:946-952)
Non ci sono differenze significative nel sondaggio clinico della profondità di tasche e di perdita ossea visibile radiograficamente in fumatori e non fumatori sottomessi a “rigidi” protocolli di mantenimento igienico per 5-8 anni. (Papantonopoulos GH: “Effect of periodontal therapy in smokers and non-smokers with advanced periodontal disease: results after maintenance therapy for a minimum of 5 years” J. Periodontol. 2004 Jun; 75(6): 839-43)
La microflora sottogengivale di fumatori e non fumatori, a parità di altere condizioni, non presenta differenze sostanziali. (Bergstrom J: “Tobacco smoking and chronic destructive periodontal disease” Odontology 2004 Sep; 92(1): 1-8)
Il fumo durante la gravidanza non influisce sulla composizione della placca batterica sottogengivale. (Budeneli N, Baylas H, Budeneli E, Turkoglu O, Dahlen G: “Evaluation of the relationship during pregnancy and subgengival microbiota” J. Clin. Periodontol: 2005 Jan; 32(1): 68-74)
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