Fumo e russamento 2
L’instabilità del sonno può essere favorita dalla riduzione dei livelli ematici di nicotina durante la notte. La stessa astinenza da nicotina può determinare un effetto rebound sul tono delle prime vie aeree. Mentre infatti l’effetto acuto della nicotina agisce come favorente sull’incremento del tono delle pareti muscolari, l’astinenza , durante la notte, può determinare un effetto diametralmente opposto, favorendo quindi il collasso delle stesse pareti.
Ma esiste anche un effetto immediato del fumo sulle prime vie aeree; un modello sperimentale animale infatti ha dimostrato come il fumo di combustione del legno ( che può comunque, per alcuni aspetti, essere associato nell’effetto a quello di sigaretta) determina un’immediata risposta di apnea come riflesso risultante dalla stimolazione delle afferenze laringee superiori.
Inoltre, i processi infiammatori e le patologie legate al fumo possono, a loro volta, aumentare la vulnerabilità all’OSA.
Il principale effetto cronico del fumo sulle pareti delle alter vie respiratorie è l’edema. Il fumo può accentuare processi infiammatori locali, che determinano a loro volta una riduzione del lume delle prime vie aeree.
Il più ampio studio, condotto in paesi del nord Europa, su circa 16.000 pazienti segnala il fumo attivo, il fumo passivo, l’obesità ed il sesso maschile come fattori indipendenti di rischio per il russamento abituale. Questo lavoro rileva che il fumo passivo domestico incrementa il rischio di russamento abituale almeno allo stesso livello dell’obesità.
Diversi altri studi epidemiologici cross-sectional hanno rilevato un’associazione positiva tra OSA e fumo di sigaretta. Nel solo studio epidemiologico, focalizzato sul fumo, setter and coworkers trovano che i fumatori abituali avevano una probabilità tre volte superiore (95% CI 1.4 a 6.4) rispetto ai non fumatori di essere affetti da OSA. Viceversa gli ex fumatori erano assimilabili per rischio ai non fumatori .
Lindberg e colleghi, in uno studio di follow-up di 10 anni, trovano che l’abitudine al fumo predice lo sviluppo di russamento nei giovani (età inferiore ai 60 anni), ma non negli anziani.
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