Radicali liberi e stress
Invecchiare è un processo naturale, che si può rallentare con uno stile di vita equilibrato, attivo, più sano e rilassante.
Una delle cause dell'invecchiamento e delle malattie degenerative (cardiopatie, artrite, cancro, broncopatie) è rappresentata dai radicali liberi, molecole voraci che danneggiano le cellule e compromettono la salute.
Un tempo si pensava che la causa delle malattie cardiovascolari fosse l'eccessivo aumento del colesterolo ma, da recenti ricerche, è emerso che i colpevoli sono proprio i radicali liberi, così come da molto tempo si sa che l'artrite deriva da un'infiammazione cronica, ma sono ancora una volta i radicali liberi a provocare l'infiammazione.
Ma i radicali liberi hanno un ruolo anche nell'insorgenza dei tumori? È chiaro ormai a tutti che il cancro è provocato da una profonda mutazione genetica ma sono di nuovo i radicali liberi a favorire la maggior parte di tali mutazioni.
In che cosa consiste allora il danno ossidativo? Occorre prima comprendere che cosa sia quello che definiamo il paradosso dell'ossigeno. Da un lato, come sappiamo tutti, l'ossigeno produce energia vitale. Tanto per fare un esempio, senza ossigeno una cellula può comunque estrarre energia dal glucosio attraverso il metabolismo anaerobico (cioè senza aria), ma con l'ossigeno quella cellula è in grado di produrre un quantitativo di energia 16 volte maggiore utilizzando la stessa quantità di glucosio. Nello stesso tempo però, l'ossigeno è corrosivo: un'auto lasciata all'aperto arrugginisce nel tempo, il burro irrancidisce, e così via.
Dunque l'ossigeno dà e toglie vita? L'ossigeno, fondamentale per la produzione di energia, è sì al tempo stesso responsabile della distruzione delle componenti molecolari dei corpi organici.
In che modo l'ossigeno favorisce allora la proliferazione dei radicali liberi? Combinandosi con l'idrogeno, l'ossigeno forma varie molecole di radicali liberi instabili, distrugge sistematicamente il DNA, gli enzimi, le proteine e le membrane delle cellule a meno che le difese del corpo non tengano sotto controllo l'aggressione. Un attacco a tutto campo, dunque... Lo stress ossidativo in sostanza indebolisce le difese del sistema immunitario contro le malattie infettive, produce malattie degenerative, stimola il deterioramento fisiologico sistematico noto come invecchiamento.
Ognuno di noi 'produce' radicali liberi nella stessa quantità? No, la produzione di radicali liberi è in funzione del metabolismo individuale, dell'alimentazione, dello stile di vita e del carico di aggressioni che subiamo. Nella vita di oggi siamo costantemente esposti a sostanze esterne che producono radicali dell'ossigeno e specie reattive dell'ossigeno (ROS) come scorie tossiche.
Ci sono dunque veri e propri 'aggressori'? Non solo: gli aggressori più comuni nella nostra vita quotidiana sono rappresentati da quasi inevitabili 'cattive compagnie'. Insomma, l'aggressione è costante e soprattutto diffusa.
Ma chi sono i veri nemici? Ecco i più temibili: inquinamento, fumo di sigaretta, cattiva alimentazione, eccesso di alcol, eccesso di farmaci, sovrappeso, stress cronico, vita sedentaria. Il nostro organismo come si difende? Considerate le molte fonti di radicali liberi, tutte le forme di vita hanno sviluppato complessi sistemi di difesa contro di essi, noti appunto come sistemi antiossidanti. Quali sono?Intanto gli enzimi: ogni cellula del corpo è dotata di un patrimonio di enzimi antiossidanti (proteine complesse) che hanno il particolare compito di disattivare i radicali dell'ossigeno e le specie reattive dell'ossigeno. L'esempio più specifico è rappresentato dal superossido, uno dei radicali liberi più distruttivi e la presenza nella cellula della superossido dismutasi, un enzima di difesa che cattura le molecole di superossido e le rende meno reattive.
Quanto superossido produciamo in un anno? Una persona che pesa 70 chili, in un giorno consuma oltre 350 litri di ossigeno (equivalenti a circa 3,5 millilitri per minuto per ogni chilo di peso). L'uno per cento dell'ossigeno consumato a riposo diventa superossido. Il che significa che in un anno, un uomo produce circa 1 chilo e 700 grammi di superossido!
Altre difese? I nutrienti: come seconda linea di difesa il corpo utilizza molte vitamine e altri nutrienti comuni tipo vitamina E, C, Beta Carotene, Bioflavonoidi, che forniscono elettroni per saturare i radicali liberi. La buona alimentazione rappresenta il cardine per costruire un adeguato bilancio ossidativo.
Allora non ci resta che distruggere tutti i radicali liberi? No, nel complesso questo meccanismo di difesa di cui siamo dotati conferma che non è opportuno azzerare il livello di radicali liberi ma bisogna semplicemente trovare un adeguato bilancio ossidativo che rappresenta l'equilibrio fra i nemici e il nostro patrimonio di difesa.
Quali strumenti abbiamo per valutare la presenza di un danno ossidativo? Esiste oggi la possibilità di valutare lo stress ossidativo, le difese antiossidanti e il rischio vascolare attraverso un esame del sangue. Il sistema più valido si basa sulle cosiddette 'spin traps' (trappole per elettroni) che reagiscono con il radicale libero formando complessi evidenziabili attraverso l'ERS (Electron Spin Resonance) o per via spettrofotometrica.
Che dobbiamo fare allora per trovare questo 'adeguato bilancio ossidativo'? Il buon bilancio ossidativo è di conseguenza frutto dello stile di vita ed è basato sui tre cardini: alimentazione sana, moderata attività fisica, controllo dello stress psichico.
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Oltre ai danni che i radicali liberi creano per natura, i fumatori devono prestare ancora più attenzione rispetto agli altri perché patiscono un maggior danno ossidativo a carico del sistema respiratorio. Il rischio è quello di sviluppare nel tempo broncopatie croniche, e sono proprio i radicali liberi a esserne responsabili.
Questo dato è provato: uno studio su un gruppo di 30 fumatori di età diverse ha evidenziato un maggiore danno ossidativo non solo a livello polmonare ma anche a livello sistemico. |
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