Piano di azione preventiva
Gli esami cardiologici che permettono al giorno d’oggi di formulare un piano d’azione preventivo sono:
Ecocardiogramma con color doppler: permette la visualizzazione delle camere cardiache, del loro movimento, delle loro dimensioni e dei loro spessori, di valutare la funzione contrattile, il funzionamento delle valvole e l’analisi di alcune strutture adiacenti il cuore.
ECG da sforzo: permette una valutazione della riserva coronarica, cioè la capacità del cuore di incrementare il proprio afflusso di ossigeno attraverso le arterie coronarie, in condizioni di incremento delle richieste (es. gli sforzi fisici), dando una risposta presuntiva sulla presenza o meno di ischemia miocardica da sforzo, segno indiretto di presenza di stenosi coronariche.
ECG holter: registra per 24 ore l’attività elettrica del cuore, permettendo di diagnosticare la presenza di aritmie sia ipercinetiche (extrasistoli, fibrillazione o flutter atriali, tachicardie) sia ipocinetiche (blocchi a vari livelli del sistema di conduzione cardiaco).
Monitoraggio della pressione arteriosa per 24 ore (MAP): permette la registrazione dei valori di pressione per 24 ore.
Doppler dei tronchi sovra aortici (TSA): analizza le arterie carotidi e le arterie vertebrali, i vasi che portano sangue al cervello, evidenziando la presenza di stenosi o placche ateromasiche a vari livelli. Tale esame permette in via induttiva di valutare l’eventuale progressione o meno della malattia aterosclerotica vasale e l’indicazione ad una eventuale terapia.
TC coronarica 64 strati: esame che permette la visualizzazione anatomica non invasiva delle arterie coronarie (che fino a poco tempo fa era permessa solo con un esame invasivo, la coronarografia), degli stent e dei bypass aorto-coronarici e la presenza o meno di placche ateromasiche o anomalie delle arterie coronarie, dando quindi indicazione sulla necessità o meno di procedere ad accertamenti invasivi e terapeutici.
Scintigrafia miocardica: permette di dedurre per via indiretta, mediante la visualizzazione della distribuzione nel miocardio di un isotopo radioattivo, la presenza di stenosi coronariche.
ECO stress: anch’esso permette di dedurre per via indiretta, mediante la visualizzazione di alterazioni della contrattilità del cuore dopo stimolo farmacologico, la presenza o meno di stenosi coronariche.
In generale, comunque, ogni esame ha le sue indicazioni e controindicazioni, e una sua percentuale di sensibilità e specificità, nonché fattibilità, che lo rendono utile o inutile nel percorso di diagnosi e prevenzione. Nessun esame va effettuato senza una motivazione valida, poiché l’esame diagnostico deve fornire al cardiologo la risposta ad una domanda precisa ed inquadrarsi in un iter diagnostico che va perseguito fino alla diagnosi conclusiva.
In conclusione, come evidenziato dai dati precedenti, è fondamentale l’abolizione totale del fumo di sigaretta per diminuire il proprio rischio di patologia cardiovascolare, ancor più se la patologia in questione è già presente ed ha già procurato danni organici. Qualora la disassuefazione al fumo non sia raggiungibile in tempi brevi, è necessario un percorso di prevenzione da attuarsi secondo le indicazioni del vostro cardiologo di fiducia.
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