Meccanismi dannosi del fumo di sigaretta I
Cardiopatia ischemica
Il rischio di morte per malattie cardiovascolari nei fumatori è fino a 3 volte maggiore rispetto ai non fumatori.
La malattia coronarica nei fumatori è caratterizzata da: - insorgenza in età più precoce - maggiore mortalità preospedaliera - evoluzione peggiore dopo rivascolarizzazione (angioplastica o bypass), nei pazienti che continuano a fumare.
Morte improvvisa
La morte improvvisa è causata dallo scatenarsi di un’aritmia ventricolare (solitamente la fibrillazione ventricolare) che provoca un arresto cardiaco. E’ noto e dimostrato l’effetto pro-aritmico del monossido di carbonio e della stimolazione catecolaminergica: tutto ciò fa sì che il fumatore, anche giovane, sia molto più esposto del non fumatore al verificarsi di aritmie ventricolari, che nella maggioranza dei casi portano al decesso.
Arteriopatia periferica
Il fumo è il principale fattore di rischio per questa patologia in soggetti non diabetici. Il rischio nei fumatori di più di 15 sigarette/giorno è 9 volte superiore, e aumenta di altre 2-3 volte se il numero di sigarette è maggiore di 30/giorno. Nei fumatori la malattia è più grave, con necessità di ricorrere all’amputazione dell’11-21% dei casi nei fumatori contro lo 0-2% dei non fumatori. Dopo rivascolarizzazione il rischio di riocclusione è 3 volte superiore nei pazienti che continuano a fumare.
Morbo di Buerger
È la seconda forma di arteriopatia per frequenza dopo l’aterosclerosi e si manifesta quasi esclusivamente in giovani forti fumatori. L’evoluzione verso la gangrena e l’amputazione è frequente nei soggetti che continuano a fumare, mentre l’astensione è in grado di arrestarne l’evoluzione fino alla remissione.
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