Ginnastica Respiratoria
La mobilizzazione di un torace 2
a cura di Prof. Silvia Cavallini chinesiologia respiratoria
Mobilizzazione passiva e attiva del torace
La prima parte si esegue a paziente supino gambe piegate e presuppone la presenza di un terapista che esegue manualmente la mobilizzazione passiva. La parte attiva, invece, viene eseguita dal paziente, dai decubiti prono, supino e laterale, sotto stretto controllo del terapista e con l’ausilio di manubri di peso variabile e di elastici di varia tensione a seconda della condizione fisica soggettiva.
Educazione al respiro
- Le prime sedute sono dedicate alla scioltezza del rachide cervicale e ad esercizi di educazione al respiro, vale a dire esercizi propriocettivi volti alla”comprensione” dell’atto respiratorio e delle sue due fasi distinte.

Mobilità articolare
- Terminata la fase di mobilizzazione del collo,l’attenzione passa al cingolo scapolo-omerale, la cui mobilità è spesso compromessa da un torace rigido.

Per completare il lavoro posturale, va riservata una particolare attenzione alla posizione corretta del bacino . Irrobustendo la parete addominale si favorisce anche il corretto lavoro del diaframma durante il respiro.

I risultati ottenuti dallo studio eseguito negli anni 2002-2004 su circa 300 pazienti affetti da BPCO, dimostrano l’efficacia della ginnastica respiratoria sull’aumento della saturazione di O2, la diminuzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, l’aumento del Fev1 e la diminuzione del contenuto di monossido nell’aria contenuta nei polmoni.
RISULTATI



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