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Discussione
Discussione:
Dalla relazione “Pelargonium sidoides & stress ossidativo” dello scorso maggio si legge come “numerosi studi epidemiologici ed altri su animali ed in vitro, segnalino che il consumo di cibi e bevande ricchi in flavonoidi sembri diminuire il rischio di malattie età-correlate. I flavonoidi esercitano una potente attività antiossidante in vitro sulle specie reattive dell’ossigeno, dell’azoto e del cloro (anione superossido, radicale idrossilico, radicale perossilico, acido ipocloroso e perossinitrito), chelano gli ioni metallici, diminuendo la loro attività proossidante e hanno un ruolo protettivo nei confronti del danno ossidativo associato all’invecchiamento........... .....oltre ad essere antiossidanti posseggono attività biologiche multiple come la capacità di inibire le telomerasi, di modulare la trasduzione del segnale, di inibire le cicloossigenasi e le lipoossigenasi, di diminuire la xantina ossidasi, le metalloproteine di matrice, l’ACE ( angiotensin-converting enzyme), l’attività delle solfotransferasi” e di modulare la risposta immune stimolando l’attività macrofagica, come avviene per il Pelargonium sidoides soprattutto per la presenza di acido gallico. Tuttavia quest’ultima importante attività avviene tramite produzione di ROS e NO (il monossido di azoto è un radicale libero ) previa induzione di sistemi ossidanti (NADPH ossidasi, citocromi) e delle iNOS (ossido nitrico sintasi inducibili), causando la distruzione delle cellule batteriche e, se in eccesso, anche della cellula ospite. Inoltre acido gallico e cumarine inducono la produzione TNF e IFN, citochine di fondamentale importanza nell’attività antimicrobica ed antibatterica, ma queste, a loro volta, attraverso un paradigma simile, inducono produzione di ROS (vedi nota 1, “Pelargonium sidoides & stress ossidativo”).
Il Pelargonium sidoides presenta però un’altra faccia: quella antiossidante, infatti gli stessi componenti (cumarine, acido gallico e derivati, flavonoidi, flavanoli e fitosteroli) che esercitano un’azione immunostimolante secondo i meccanismi sopra descritti, posseggono contemporaneamente una forte attività antiossidante. Numerosi studi hanno mostrato sia in vitro che in vivo, l’attività antiossidante dei singoli componenti del Pelargonium (per alcuni di questi sono centinaia e per altri migliaia, i lavori pubblicati), ma mancano dati clinici su questo tipo di azione da parte del Pelargonium sidoides come fitocomposto , come insieme dei singoli componenti nel rapporto di concentrazione presente nell’estratto di radice, se possiede cioè la stessa capacità antiossidante “in vivo” e soprattutto se, in seguito a questa sua peculiarità, è in grado di proteggere l’organismo dall’eventuale eccesso di ROS, generati da quell’attivazione macrofagica da lui stesso provocata.
In questo studio vengono esaminati due gruppi di soggetti volontari, omogenei per età e sesso: forti fumatori (FF) e bronchiectasiaci (BC); questi mostrano al prelievo basale una risposta sistemica allo stress molto simile, senza differenza significativa tra le medie dei rispettivi score: 12±3,6 per i BC e 12,2±3,2 per i FF. Tuttavia dopo trattamento con Biotiker, la risposta tra i due gruppi risulta differente sia se si calcola lo score finale totale sia se vengono confrontati i parziali. I BC pur non ottenendo significative variazioni a livello del substrato energetico ( score parziale dei nucleotidi da 4±1,9 a 5±2,1), migliorano significativamente lo stato redox dei tioli (score parziale dei tioli da 8±2,5 a 4±2,7; p=0,007). Il miglioramento di questi importanti biochimismi si ripercuote sullo score totale, consentendo un bilancio complessivamente positivo (da12±3,6 a 10±4,2; p=0,02). Differente è risultato il comportamento dei FF al trattamento con Biotiker. Infatti non si riscontra significativa variazione tra lo score totale basale e finale (da 12,2±3,22 a 13,1±3,64; p=0,5) ed il substrato energetico aumenta lo score parziale da 3,7±1,57 a 6±2,91; p=0,045). Tale variazione negativa non si ripercuote sull’andamento totale, probabilmente per un miglioramento altamente significativo del 25% dei parametri più specifici del metabolismo redox (dati non riportati), come avviene per il GSH totale e ridotto nel sangue (da 1369,3±221?M a 941±209?M; p=0,005 e da 1094,3±304?M a 774,2±327?M; p=0,013 rispettivamente), l’aumento per la vitamina E su colesterolo totale (da 10,2±2 nmoli/mg a 11,9±3 nmoli/mg; p=0,02) e per la vitamina C che pur non raggiungendo la significatività, aumenta il proprio livello di un 15%. Questo importante risultato può essere spiegato dal ruolo positivo che i bioflavonoidi esercitano sui metabolismi, tra loro strettamente correlati, di vit.E, vit.C ed il turn-over del glutatione; l’assunzione di bioflavonoidi costituisce infatti uno scudo protettivo nei confronti di questi sistemi antiossidanti fondamentali per il mantenimento dell’omeostasi, dello stato energetico e redox dell’organismo. Recenti studi hanno mostrato come un gruppo di forti fumatori con caratteristiche cliniche analoghe, cioè sostanzialmente sani, con spirometria nella norma e senza ulteriori fattori di rischio cardiovascolari, fossero stati differenziati significativamente da un gruppo di soggetti normali, paragonabili per sesso ed età, impiegando come parametri biochimici gli stessi utilizzati in questo studio ( 13), e come, dopo somministrazione di PUFA n-3 (EPA + DHA), nel 60% dei parametri esaminati si fosse ottenuto un miglioramento significativo (con p comprese tra 0,01 e 0,001), con una diminuzione dello score finale altamente significativa ( p=0,0005) (14). Queste precedenti esperienze possono aiutare a comprendere meglio i risultati di questa sperimentazione, infatti sono necessarie alcune considerazioni. Innanzitutto questi due gruppi hanno una eziopatogenesi differente anche se il paradigma che conduce alla disfunzione endoteliale dell’apparato respiratorio può risultare simile. Nei BC, è l’infezione microbica che provoca il conseguente stato infiammatorio in seguito all’attivazione recettoriale specifica dell’endotossina batterica lipopolisaccaridica (LPS), ed è quindi la risposta cellulare al segnale che, producendo ROS ed NO come difesa, stimola la sintesi di una serie di molecole pro infiammatorie e di adesione che conducono a stress ossidativo, infiammazione e disfunzione endoteliale mediante sistemi trasduzionali (NF-kB, AP1, ecc.). L’assunzione di Biotiker risulta spesso determinante per la difesa endogena in quanto è in grado di stimolare e/o enfatizzare l’attività fagocitaria mediante produzione di radicali liberi o specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto che distruggendo le cellule invasori ed eliminando la causa dell’infezione e quindi dell’infiammazione, riducono “paradossalmente”, lo stato di stress ossidativo, normalizzando l’omeostasi cellulare , il substrato energetico e lo stato redox dei tioli. L’eventuale eccesso di ROS prodotto durante il massiccio “Burst respiratorio” viene neutralizzato dalla peculiare capacità antiossidante dei differenti componenti del Biotiker stesso. Questo possibile meccanismo è supportato dai risultati ottenuti in questo studio, infatti dopo il trattamento, la risposta sistemica allo stress ed i livelli di neopterina, marcatore sensibile di infiammazione, diminuiscono significativamente (p=0,01). Come per altre patologie anche per i BC lo stress ossidativo è una conseguenza di una disfunzione in atto; pertanto laddove si elimina la causa viene a cadere in modo analogo anche l’effetto. La somministrazione di PUFA n-3 ad un gruppo di dislipidemici è in grado di normalizzare il quadro lipidico e conseguentemente di ridurre significativamente IL-1, TNF, il trombossano B2 ed i lipoperossidi, mostrando una correlazione inversa tra diminuzione della iperlipidemia e infiammazione, perossidazione lipidica e stress ossidativo (15). Al contrario, lo stress ossidativo può essere la principale causa di malattie degenerative, come ad esempio nei forti fumatori. Nel fumo di sigaretta sono presenti elevate concentrazioni di radicali liberi, generati per termolisi da molecole organiche o dall’ossigeno durante la combustione del tabacco, che provocano direttamente infiammazione e danno endoteliale delle vie respiratorie. È pertanto la diversa causalità che distingue i FF dai BC nella risposta al trattamento con Biotiker. Un differente comportamento si osserva tra i due gruppi anche nella riduzione dello stato infiammatorio, monitorato mediante la determinazione dei livelli di neopterina, la minore riduzione ottenuta nei FF rispetto alla significativa riduzione nei BC, potrebbe essere motivata da una maggiore “cronicità” nei FF ( oltre 20 sigarette /die, da più di 20 anni) e per contro da una fase infiammatoria più acuta nei BC. Pertanto l’attività immunomodulante del Biotiker trova inizialmente condizioni fisiologiche tutt’altro che simili nei due gruppi esaminati, anche se successivamente possono presentare complicazioni comuni, soprattutto a livello delle vie respiratorie. Tuttavia il Biotiker, grazie all’ulteriore azione antiossidante è in grado di arrestare e controbilanciare l’eventuale eccesso di ROS generati come difesa; infatti la diminuzione significativa dello score parziale dei tioli (p<0,01) per i BC ed il significativo miglioramento del sistema GSH-VitC-VitE nei FF è indice della capacità riducente e quindi antiossidante del Biotiker. Questo risultato è sorprendente soprattutto alla luce degli studi effettuati da Halliwell sul reale assorbimento dei bioflavonoidi e sulla incapacità della stragrande maggioranza dei test analitici di rivelarne l’effettiva capacità antiossidante “in vivo”. Questo autore infatti mostra, come la concentrazione plasmatica dei bioflavonoidi, anche dopo esaustiva assunzione, risulta essere centinaia di volte più bassa dei minimi livelli rilevabili ed analizzabili con i comuni test diagnostici, mentre il maggiore effetto antiossidante di questi fitocomposti e dei loro metaboliti lo si ottiene nel tratto gastro-intestinale, in quanto esercitano “in loco” un effetto altamente protettivo sull’epitelio colico e rettale (16). In conclusione questo studio ha mostrato, mediante l’impiego di nuovi metodi analitici affidabili e sensibili anche a piccole modificazioni della risposta sistemica allo stress, come gli estratti della radice di Pelargonium sidoides, di cui è composto il Biotiker, siano in grado di migliorare la capacità antiossidante “in vivo” pur stimolando quell’attività fagocitaria, necessaria per la prevenzione e la cura delle infezioni delle vie respiratorie. Pertanto la capacità di autogestire l’eventuale eccesso di ROS, con una efficace azione antiossidante, può suggerirne l’uso preventivo non solo per le infezioni polmonari come quelle presenti nei BC, ma anche per tutti coloro che, come i FF, sono a rischio di malattie infiammatorie del polmone e delle vie respiratorie in genere.
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